Make your own free website on Tripod.com
E n io  W e b   P a g e
LA FIGLIA DI JORIO

UNTERVEGER

MUSSOLINI

 

 
Unterveger: obiettivo puntato sull'anima del paesaggio alpino

   


A sinistra il Monte Sella visto dalla Cima dei Rossi Immagine scattata tra il 1870-72





Nella foto grande veduta di Arco dall'Hotel dell'Olivo (1876) sotto Castel Toblino presso l'entrata

 

.

 


LA STORIA IN IMMAGINI




Le radici, il senso di appartenenza ad un luogo, ad un contesto antropologico, si può provarlo, o rinnovarlo, attraverso una fotografia. Parrebbe di sì guardando le cento lastre al collodio eseguite tra il 1862 e il 1885 da Giovanni Battista Unterveger (1862-1885) e ora depositate al Servizio Beni Culturali di Trento. Paesi, valli, montagne, persone. Questi i soggetti privilegiati del grande fotografo trentino. Opere che da oggi sono esposte a Palazzo Tambosi di via San Marco a Trento, grazie all'opera di raccolta e catalogazione di Floriano Menapace, che è anche il curatore dei testi allegati alle cento fotografie in mostra. L'inaugurazione è alle ore 18.30. di Fiorenzo Degasperi
La produzione dell'artista è stata smisurata, grazie ad un puntuale apprendistato con il fotografo ambulante prussiano Ferdinand Brosy, dal quale imparò, macchina in spalla, ad entrare direttamente nella realtà frequentando fiere, mercati, sagre dei paesi trentini, anche in quelli più sperduti. Purtroppo il 20 maggio 1915, pochi giorni prima dell'inizio delle ostilità tra Italia e Austria, i gendarmi, prima di arrestarlo con l'accusa di attività irredentistiche, distrussero migliaia di lastre fotografiche realizzate in sessant'anni di lavoro. Cento se ne sono salvate. E cento sono quelle in mostra da oggi a Palazzo Tambosi di via San Marco 27. Una mostra nata all'interno delle Giornate Europee del Patrimonio, programmate per il 28-29 settembre 2002, e organizzata dal Consiglio d'Europa e dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali con la collaborazione, per il Trentino, della Provincia. Il tema di quest'anno è "Frequentando il passato: luoghi, cose, segni" con lo scopo di creare nei cittadini europei una percezione di appartenenza a comuni radici culturali. Le opere di Giovanni Battista Unterveger sono le più appropriate. Innanzitutto perché racconta un Trentino che non c'è più e poi perché possono servire come punto di riferimento e parametro per capire quanto della nostra terra è stato distrutto attraverso la speculazione materiale e spirituale. La fotografia, per quanto soggettiva essa sia, rimane un flash sul contingente che non può essere superato né dalla parola né dall'immagine dipinta. Lui ha calpestato per anni la terra trentina, fermandosi a catturare, ad "imprigionare" nel tempo e nello spazio una muta testimonianza di usi e costumi, di speranze e disillusioni, di grandi imprese alpinistiche nell'età d'oro. La richiesta di immagini della montagna trentina da parte di esploratori e alpinisti lo convincono, dal 1870, a fotografare metodicamente le Dolomiti, i ghiacciai del Gruppo Adamello-Presanella. Già questa è una muta ma stimolante testimonianza di una montagna che presentava il suo aspetto selvaggio, dove l'individuo poteva misurarsi ad armi pari. E poteva anche perdersi, perire. Passa per i paesi, si sofferma a riprendere i monumenti, le chiese, le case. Uno spaccato di vita, una testimonianza della storia architettonica, laica e sacra, di un Trentino che non conosceva i balconi alla tirolese e neppure le decorazioni delle case se non le icone della Madonna o dei Santi ausiliatori. Non sicuramente la scimmiottatura nordica di affreschi, fiori e campanelle. Proprio di fronte a queste fotografie Aldo Gorfer, quasi una ventina di anni fa, piegava il capo e sussurrava come poteva la gente trentina svendere così il loro patrimonio culturale, essenziale, profondo, ricchissimo di esperienze. Se si tratta di trovare l'identità di una terra che contiene in sé, sociologicamente ed artisticamente, le differenze più evidenti tra nord e sud, est e ovest e le trasforma in ricchezza allora questa mostra, aperta fino al 25 ottobre 2002, è quella giusta. Per capire.

BACK PAGE ENIO HOME PAGE NEXT PAGE